Autista racconta: «Può capitare di rimanere tre ore consecutive alla guida»

 

Più di cento chilometri al giorno, oltre sei ore alla guida a una media di circa 20 chilometri all’ora. Per qualcuno sarebbe una punizione, per loro è un lavoro. Fare il conducente di un autobus non è una professione come tutte le altre. Lo stress è sempre ai massimi livelli fra passeggeri maleducati, automobilisti distratti, buche in strada, tempi di percorrenza da rispettare. Agostino Tumbarino ha 46 anni, guida il pullman dal 1992, ha visto di tutto. E racconta la sua vita professionale tra gioie e dolori. Anche se dalle sue parole si capisce che a lui il lavoro che fa piace.
LA RIVOLUZIONE Il Ctm, va detto, anche grazie al lavoro del presidente Giovanni Corona e del direttore Ezio Castagna, negli ultimi anni ha portato avanti un importante lavoro di riammodernamento dell’azienda. I bus sono di ottimo livello, i cittadini sanno esattamente (o quasi) a che ora passa il pullman in un determinato punto della città. Roba che vent’anni fa era considerata fantascienza. Ma alle spalle di questo servizio, sempre più apprezzato, c’è anche l’impegno quotidiano dei conducenti. Che solo per fare un esempio, se sono in ritardo sulla tabella di marcia (quasi sempre non per colpa loro) dovrebbero in teoria cercare di recuperare il tempo perso, ma allo stesso tempo rispettare rigidamente le norme del codice della strada. E soprattutto hanno dei percorsi obbligati. Non possono prendere una scorciatoia per arrivare prima al capolinea, o fare una manovra azzardata per guadagnare qualche secondo, come invece fanno tutti gli altri automobilisti.
LE ZONE PEGGIORI «Un tempo i quartieri dove era più pericoloso andare erano ben identificabili», spiega Tumbarino, «oggi invece non è più così. Forse sono diminuiti gli episodi di violenza fisica, ma è aumentata la maleducazione, soprattutto da parte dei ragazzini, e non c’è più un rione dove accadono più fatti incresciosi, possono accadere ovunque». E gli adulti non fanno nulla per migliorare le cose: «Quando mi permetto in pullman di dire a un giovane di comportarsi in modo rispettoso, intervengono altre persone per dirmi di farmi i fatti miei. Manca l’educazione di base, e i ragazzini considerano l’autobus sempre più un luogo di conquista, dove possono fare ciò che vogliono».
LE TELECAMERE Tumbarino non ha dubbi: le telecamere sono utili da una parte, ma possono creare problemi dall’altra: «Come deterrente per gli episodi di violenza vanno benissimo, anche se spesso mi è capitato di vedere giovanissimi salire nel bus con la birra e dopo averla bevuta fare i classici versacci maleducati, magari guardando anche la telecamera». E poi c’è la “road scan”, installata sul parabrezza per filmare gli incidenti e scovare gli automobilisti furbetti. «Non mi convince per nulla», spiega il conducente, «la nostra privacy in questo modo non è tutelata».
IL RUOLO DEL CONDUCENTE «Il nostro non è considerato un lavoro socialmente utile, eppure siamo pronti ad alzarci in qualsiasi momento per risolvere le situazioni intricate», dice tra l’altro l’autista. «Il problema è che gli utenti ci dovrebbero aiutare, e invece non fanno nulla. Certe volte noi siamo gli ultimi ad accorgerci di quello che sta accadendo all’interno del mezzo, perché siamo impegnati nella guida. Dobbiamo guardare davanti, stare attenti alla strada».
LO STIPENDIO Un autista può arrivare a prendere 1.500 euro al mese, qualcosa più qualcosa meno. Forse troppo poco rispetto alle responsabilità che ha: «Non è un problema dell’azienda dove lavoro, i conducenti guadagnano poco in generale», dice ancora Tumbarino. «Lo stress a cui siamo sottoposti è enorme, può capitare di rimanere tre ore consecutive alla guida». Se c’è da andare in bagno, in teoria l’autista ha diritto a fermarsi in qualsiasi punto, mettere in sicurezza il mezzo e recarsi al servizio più vicino: «Ma in pratica non lo facciamo mai, aspettiamo di andare al capolinea». Solo che può passare anche un’ora.
LE BUCHE Le strade sono un capitolo a parte. «Un disastro», spiega l’autista, «sono spesso costretto a fare gimkane per evitare le buche, è ovvio che c’è chi ne risente anche fisicamente. La strada è il biglietto da visita della città, le amministrazioni comunali negli ultimi vent’anni non hanno puntato sulla viabilità, e hanno sbagliato». E quando il bus “traballa”, sono immediate le proteste dei passeggeri nei confronti dei conducenti, considerati i “colpevoli”. «Ma in Comune, in tutti questi anni, di sicuro non ci siamo stati noi».
Piercarlo Cicero

(fonte comunecagliarinews.it)

Torino, 4 apr 2014 – Nuova iniziativa della Regione per migliorare la qualita’ dell’aria che respirano i piemontesi: e’ stata deliberata l’emissione di un bando che stanzia 13,5 milioni di euro per l’acquisto di autobus elettrici destinati al trasporto pubblico locale. Potranno presentare domanda di contributo le aziende che effettuano trasporto di linea nei circa 700 Comuni piemontesi, tra cui quelli dell’area metropolitana torinese e tutti i capoluoghi di provincia, dove nel triennio 2010-2012 l’Agenzia regionale per l’ambiente ha rilevato oltre 35 superamenti all’anno del valore limite giornaliero delle polveri sottili (50 microgrammi per metro cubo). La Regione finanzia il 90% della spesa sostenuta per ogni mezzo, per un importo massimo di 400.000 euro oltre Iva. ”Il tema dei superamenti dei limiti previsti dalla normativa sulla qualita’ dell’aria e’ ormai noto – ha rilevato questa mattina il presidente della Regione, Roberto Cota, durante la presentazione del bando – Cosi’ come il fatto che le condizioni meteo-climatiche che caratterizzano la Pianura padana rendono difficile la dispersione delle polveri sottili. Per questo, e’ fondamentale intervenire con misure strutturali, tra le quali il rinnovo del parco mezzi del trasporto pubblico”. ”Abbiamo ritenuto di destinare questi 13,5 milioni di euro – ha puntualizzato l’assessore regionale all’Ambiente, Roberto Ravello – per intervenire sulle zone del Piemonte che nel tempo hanno dimostrato delle criticita’ e testimoniare ancora una volta l’attenzione della Regione su un tema delicato come la qualita’ dell’aria che respiriamo. Questa misura rientra nelle indicazioni che la Commissione Europea ha elaborato nel libro bianco ”Per una politica dei trasporti competitiva e sostenibile’, dove l’elettricita’ viene individuata come una delle principali opzioni disponibili per sostituire il petrolio. Oltre ad avere un’importante valenza ambientale, il bando contribuira’ a rafforzare un comparto produttivo che vive un momento di difficolta”’. L’assessore Ravello ha poi voluto ricordare alcune delle numerose misure avviate in questi anni dalla Regione pur in un contesto finanziario difficile: ”Siamo riusciti a stanziare quasi 15 milioni di euro per dotare di filtri antiparticolato circa 800 autobus Euro II, Euro III ed Euro IV, riducendo cosi’ di quasi il 95%, ovvero circa 20 milioni di tonnellate annue, le emissioni di polveri sottili dei mezzi che li installano; abbiamo sostenuto con un contributo di circa 5 milioni la sostituzione delle termovalvole. E non abbiamo dimenticato la necessita’ di mantenere e potenziare la rete di monitoraggio: con un investimento di 3,5 milioni e’ stato attivato un Sistema regionale di rilevamento della qualita’ dell’aria di cui fanno parte 62 stazioni pubbliche di rilevamento e 20 stazioni private”.

(fonte asca.it)

Fs: Moretti presenta Piano con 24 mld per sviluppo e Tpl

Posted: 4th aprile 2014 by Admin-D in NEWS

Un piano quadriennale da 24 miliardi di investimenti, di cui 8,5 miliardi in autofinanziamento e una forte attenzione al trasporto pubblico locale, al quale vengono dedicati 3 miliardi di euro.

Questi i numeri del Piano industriale 2014-2017, che oggi l’amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti, ha presentato a Milano, presso la sede di Assolombarda. Con questo Piano, ha detto Moretti, ”vogliamo ridisegnare il nostro sviluppo in un’ottica europea”.

Nel dettaglio, il Piano prevede una crescita dei ricavi fino a 9,5 miliardi euro (8,2 miliardi nel 2012) nel quadriennio. Tasso medio di crescita dei ricavi del 3,5% all’anno, incremento trainato in particolare dai ricavi dei servizi di trasporto, sia ferro sia gomma, che superano i 7 miliardi nel 2017.

Un margine operativo lordo in continuo miglioramento, punta ad una crescita annua del 6,9%. E’ previsto che raggiunga i 2,5 miliardi (1,9 nel 2012), cifra che fara’ crescere l’Ebitda margin di oltre 3 punti percentuali rispetto a quello degli ultimi anni.

Il margine operativo e’ previsto in crescita al ritmo del 9,6% annuo e l’utile del 4,6% annuo. Per quanto riguarda il piano di investimenti, 6,4 miliardi sono destinati a treni e tecnologie a servizio dei business, per migliorare la customer experience, e 1,7 miliardi alla rete ad Alta velocita’. Circa 15 miliardi sono poi legati al Contratto di Programma tra Stato e Rfi per il mantenimento degli standard di sicurezza sull’intero network e il potenziamento della rete convenzionale, con significativi interventi sulle infrastrutture nei nodi metropolitani, a vantaggio del trasporto locale, e sui Corridoi TEN-T (Trans-European Networks – Transport) definiti dall’Unione Europea, con particolare riferimento al SUD Italia (Napoli – Bari, Salerno – Reggio Calabria, Sicilia).

La conferma dei trasferimenti e’ subordinata alle decisioni che il Governo assumera’ nei prossimi anni, spiegano le Fs, in base alle risorse finanziarie disponibili e alle priorita’ degli interventi da realizzare per il potenziamento infrastrutturale ferroviario del Paese.

Rete Ferroviaria Italiana, infatti, è il soggetto tecnico attuatore delle scelte politiche in materia. Il piano di investimenti si realizzera’ con un indebitamento complessivo che crescera’, nel quadriennio, di soli 0,3 miliardi di euro.

(fonte clickmobility.it)

Lupi: Non aumenteremo le tariffe del trasporto pubblico

Posted: 2nd aprile 2014 by Admin-D in NEWS
Oltre due miliardi di euro di tagli in tre anni. Un percorso lacrime e sangue per il ministero delle Infrastrutture e Trasporti guidato da Maurizio Lupi che però ha diverse soluzioni in tasca per evitare la chiusura di servizi essenziali, per dribblare proteste degli autotrasportatori in caso di una riduzione dei trasferimenti dallo Stato

Le soluzioni allo studio non sono certo indolori: in vista la chiusura dell’Autorità dei Lavori Pubblici, la razionalizzazione di quelle Portuali, l’accorpamento di Aci e Motorizzazione. Fino alla fusione delle aziende del trasporto pubblico locale.

Le indiscrezioni emerse nelle ultime ore mettono però in fibrillazione i pendolari, paventando pesanti aumenti delle tariffe ferroviarie e del trasporto pubblico locale. «Sono solo indiscrezioni, anche un po’ fantasiose» scuote il capo Lupi.

Ministro intende dire che non ci saranno tagli di queste dimensioni?

«No e soprattutto non mettendo le mani in tasca ai pendolari».

Dove li trova 2 miliardi in 3 anni, di cui 300 milioni nel 2014?

«Allora, come ha spiegato il premier Renzi, sarà il Consiglio dei ministri a decidere le modalità di intervento, e ogni singolo ministero al suo interno, fermi restando i saldi di questa operazione. Non possiamo certo finanziare la riduzione del Cuneo fiscale con l’aumento dei biglietti dei treni. Non se ne parla».

Bene, ma allora come farà quadrare i conti?

«Cominceremo:

1. riorganizzando e riducendo le 24 Autorità portuali e tutto il sistema che vi ruota attorno. Pensare di andare avanti in questo modo oggi è insostenibile.

2. Un altro risparmio lo otterremo prendendo una decisione forte ma che non è più rinviabile: e cioè chiudendo l’Autorità dei Lavori Pubblici, un Garante che ha svolto egregiamente il proprio mandato. Ma visto il momento bisogna anche avere il coraggio di dire, una volta giunti al termine di un percorso, che quel tipo di servizio non serve più visto che si può affidare ed integrare in altre Authority».

Siamo ancora lontani dal traguardo due miliardi, ministro.

«E noi cercheremo di utilizzare le risorse non spese. Ad esempio, i 500 milioni di curo utilizzati per “l’emergenza casa” li abbiamo messi a disposizione grazie al “fondo revoche” che potrà tornare utile anche nei prossimi mesi».

Se lei dovesse scegliere tra l’evitare proteste dell’autotrasporto o rinunciare agli aumenti tariffari come si orienterebbe?

«Le ripeto: nessun ritocco alle tariffe e nessun taglio agli autotrasportatori. Vorrei ricordare, a proposito di questo, cosa abbiamo vissuto e rischiato durante la protesta dei Forconi.

Piuttosto guarderemo col microscopio come vengono spesi e se vengono spesi bene, i 5 miliardi di euro trasferiti ogni anno alle aziende del Tpl. È proprio lì che bisognerà lavorare di cesello: occorre ottimizzare il settore, lasciando intatti questi 5 miliardi che sono il minimo indispensabile per far funzionare il sistema del trasporto pubblico. Ma le pare possibile che in alcune Regioni ci siano 40 differenti aziende? In Italia ce ne sono 1.770 per 8mila Comuni. È incredibile».

Infine: Ferrovie e l’accorpamento tra Aci e Motorizzazione.

«Domani (oggi – ndr) incontrerò i vertici di Fs che mi presenteranno il piano industriale. Prima di ogni decisione vedremo di cosa si tratta.

Su Aci-Motorizzazione mi lasci dire che abbiamo un piano che entro mesi, non anni, metterà ordine alle sovrapposizioni che esistono tra i servizi».

Un ultima questione. Come procede il sistema di sconti per i pendolari autostradali?

«Bene: abbiamo restituito tra i 35 e i 40 euro al mese a circa 60mila automobilisti soltanto a febbraio. A me pare di questi tempi sia un contributo non indifferente».

Moretti vuole il Tpl? Sarebbe terrificante!

Posted: 27th marzo 2014 by Admin-D in NEWS

Andare alla conquista del Trasporto pubblico locale. È la missione per i prossimi tre anni annunciata lunedì da Moretti esponendo il piano industriale 2014/2017. Sul lungo periodo vorrebbe competere anche con le municipalizzate per i trasporti cittadini. A Marco Ponti, docente di Economia e pianificazione dei trasporti al Politecnico di Milano abbiamo chiesto un parere.

Professore, Moretti dice che avendo messo a posto i conti della società, è arrivato il momento di investire, è d’accordo?

Certo che ha messo a posto i conti, gli diamo 7 miliardi l’anno di sovvenzioni e gli paghiamo il 100% degli investimenti! Buoni tutti così!

E come vede la strategia di espansione “morettiana” nel Tpl?

Sarebbe un quadro terrificante. Una società già monopolista che si allarga anche a quei settori che ancora non controlla, a monte e a valle, commetterebbe abuso di posizione dominate, e l’Antitrust dovrebbe intervenire.

Moretti parla di significativi risparmi per il pubblico…

Ma quali risparmi? Le Ferrovie sono una società monopolistica sovvenzionata dallo Stato. Se controlleranno anche il Tpl, significherà mettere con le spalle al muro i committenti, cioè le regioni o i comuni, che non potranno più trattare le tariffe né difendere i loro cittadini. È la logica del monopolio.

E come se ne può uscire?

La soluzione è fare lo “spezzatino” delle tratte e aprire alla vera concorrenza tra vettori. In Piemonte avevano provato a fare una gara vera, si sono presentate sei società e hanno vinto in cinque.  Il giorno dopo il presidente Cota ha annullato il risultato. La verità è che a nessun governante fa comodo avere una reale concorrenza. Il monopolio assicura alla società controllo e soldi e alla politica voto di scambio. Ma lei sa che in una gara per un appalto di trasporto locale un assessore mi ha detto: “Facciamo partecipare questo e quello, tanto poi vince la nostra società…?”.

(fonte metronews.it)

TPL: Filt Cgil, adesioni alte a sciopero 24 ore per rinnovo contratto, punte fino al 95%

Secondo i primi dati sono mediamente molto alte le adesioni su tutto il territorio nazionale allo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto locale proclamato dalle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Fna e Faisa Cisal per “il rinnovo del contratto, scaduto da 7 anni”.

Lo sciopero di 24 ore si svolge secondo diverse modalità territoriali e nel rispetto della garanzia dei servizi minimi secondo le fasce orarie. A Milano dalle 8.45 è sospesa la circolazione sulle quattro linee della metropolitana e sono fermi circa il 50% dei bus; a Roma dalle 8.30 è chiusa la metro B e le ferrovie Roma Viterbo e Roma Lido, riduzioni di corse sulla linea A della Metro e Termini Giardinetti, sono inoltre attualmente fermi il 65% dei bus cittadini e l’80% dei servizi extraurbani; a Torino stop al 65% dei bus; a Genova stop al 70% del servizio in città ed al 90% dei servizi extraurbani; a Venezia fermi circa il 70% dei vaporetti ed a Mestre l’87% dei bus; a Bologna adesioni del 90% nella circolazione dei bus; a Firenze stop a circa il 50% dei servizi urbani; a Napoli sono fermi tutti collegamenti ferroviari cittadini e le funicolari e circa l’ 85% dei bus. A Bari fermi il 95% dei mezzi.

Lo sciopero prosegue nel corso della giornata in tutte le città secondo modalità locali e nel rispetto delle fasce di garanzia: a Milano fino alle 15 e dalle 18 a fine servizio; a Roma fino alle 17.30 e dalle 20 a fine servizio; a Torino dalle 15 a fine servizio; a Genova fino alle 17.30 e dalle 20.30 a fine servizio; a Venezia fino alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio; a Bologna fino alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio; a Firenze dalle 15.15 al termine del servizio; a Perugia dalle 15 a fine servizio; ad Ancona fino alle 17.30 e dalle 20.30 a fine servizio; a Napoli fino alle 17 e dalle 20 a fine servizio; a Bari dalle 15.30 a fine servizio; a Cagliari dalle 14.45 alle 18.30 e dalle 20.30 a fine servizio; a Palermo fino alle 17.30.

“L’alta adesione delle lavoratrici e dei lavoratori del Trasporto Pubblico Locale – spiega la Federazione dei Trasporti della Cgil – deve sostiene la vertenza per il CCNL, per il riassetto normativo ed il finanziamento del settore. E’ un’adesione che manda un segnale forte e chiaro affinché la ripresa del confronto proposta dal Governo in occasione dell’ultimo incontro al Ministero dei Trasporti rappresenti davvero l’occasione, per vincere l’atteggiamento datoriale e il disinteresse delle Regioni per chiudere finalmente la vertenza contrattuale”.

(fonte clickmobility.it)

Domani sciopero nazionale di 24 ore dei trasporti

Posted: 18th marzo 2014 by Admin-D in NEWS

scioperoLo sciopero dei mezzi pubblici è stato organizzato dalle maggiori e più importanti sigle sindacali quali Filt, Fit, Ultratrasporti, Ugl, Faisa-Cisal a sostegno delle contrattazioni relative agli incontri per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Proclamato a livello nazionale, lo sciopero dei mezzi pubblici differisce in quanto ad orari e di modalità di svolgimento, variabile da città a città.

Per la città di Novara le fasce di garanzia sono le seguenti :

Dalle ore 05.30 alle ore 08.30 e dalle 12.30 alle 15.30

Ad eccezione delle fasce sopra indicate, non potrà essere garantito il regolare svolgimento del servizio.

Torna il bus…?

Posted: 18th marzo 2014 by Admin-D in NEWS

comune2

ROMA, 13 MAR – L’incontro sul trasporto pubblico locale presenta “un impegno forte da parte dei due ministeri quelli dei Trasporti e del Lavoro” per dare una soluzione alla vertenza. Lo ha affermato il ministro dei trasporti Maurizio Lupi, al termine del tavolo con sindacati e associazioni datoriali. Tavolo che, ha aggiunto Lupi, sarà “riconvocato tra 15 giorni”. E’ “la prima volta – ha aggiunto – che i ministri dei Trasporti e del Lavoro incontrano le parti” al fine “di accelerare il rinnovo del contratto ormai scaduto dal 2007″.

“Tpl, questione di management”

Posted: 12th marzo 2014 by Admin-D in NEWS
Secondo l’ad di Ratp Dev Italia Bruno Lombardi tutti gli attori del settore si trovano di fronte a un deciso obbligo di cambiamento: la pubblica amministrazione, le aziende e ovviamente la politica, che dovrebbe essere in grado di dare le regole. «Attenzione a non finire come la Roma antica. Dove non ci si rese conto del momento di crisi fino a quando non ci si ritrovò i barbari alle porte».

Guadagnare con il Tpl? Si può fare. «È solo (o quasi) questione di management». Bruno Lombardi dice la sua con la sicurezza di chi guida il primo operatore straniero gestore di reti di trasporto pubblico in Italia. Romano, 67 anni, dalla homepage diClickmobility l’amministratore delegato di Ratp Dev Italia Srl – una delle “braccia” più importanti del colosso Ratp, la “Regie Autonome des Transports Parisiens” – fa il punto della situazione, auspica un cambiamento di rotta a tutti i livelli – «aziende, politica, pubblica amministrazione» – e mette in guardia il mondo del trasporto pubblico locale italiano: «attenzione, perché mi pare si stia facendo la fine della Roma antica. Dove non ci si rese conto del momento di decrescita e di crisi fino a quando non ci si ritrovò i barbari alle porte dell’Impero».

Per dare l’idea delle difficoltà di un settore si arriva a parlare di crollo di un impero. Stiamo davvero vivendo il momento più difficile mai vissuto dal trasporto pubblico locale?
 Lavoriamo in un settore in difficoltà per due evidenze su tutte: l’effettiva diminuzione di fondi e risorse, e lo smarrimento di una politica incapace di trovare soluzioni. Ma occorre non guardare solo alla penuria dei fondi e riflettere anche sulle gestioni inopportune. Tra chi opera nel nostro mondo, negli stessi ambiti territoriali – con relative stesse regole – c’è chi fa soldi e chi li perde. Segno che tanto dipende dal “manico”, e non è questione di politica o privato, pubblico o privato, ma solo questione di buon management. Quello che è certo, comunque, è che il Tpl si trova di fronte a un deciso obbligo di cambiamento che non riguarda solo le aziende, ma tutti gli attori: anche la pubblica amministrazione, che dovrebbe saper gestire il quotidiano, e ovviamente la politica, che dovrebbe essere in grado di dare le regole. Come sta succedendo in Francia – dove si sta varando un processo di revisione perché il settore rappresenta una quota troppo importante della spesa della pubblica amministrazione – anche in Italia è necessario un cambiamento a tutti i livelli. Che la politica garantisca una stabilità normativa, e le aziende sappiano puntare allo sviluppo.
Tutta questione di “buon manico”?
 Un’azienda del Tpl, se ben gestita, anche in un momento così duro può cavalcare il momento e fare più profitti. Gli esempi da citare a riguardo ce ne sono. Certo, tanto dipende dal contesto. In Lazio a fare trasporto ci sono l’Atac a Roma, la Cotral per l’interurbano e circa 70 aziende piccole e piccolissime, di cui solo sette private, che sopravvivono agli attacchi della concorrenza. In una situazione così è tutto più difficile. In Francia, invece, a operare nel settore ci sono solo alcuni colossi, a ogni gara l’ente appaltante fornisce in comodato d’uso i bus e le rimesse e la differenza, in termini di ricavi, la fa la capacità di gestire. A Londra vale più o meno lo stesso principio: la gara dura 5, 6, 7 anni massimo, all’azienda viene dato tutto in comodato d’uso, i prezzi sono uguali per tutti, sono previsti bonus e malus sulla qualità servizio e la differenza la fa la propria capacità operativa.
Come pensa si stia ridisegnando il settore per trovare un nuovo assetto, e quali pensa siano le realtà che meglio stanno riuscendo ad adattarsi e reinventarsi?
 In realtà, purtroppo, il settore non pare si stia ridisegnando. Ci sono alcune azioni, soprattutto quelle pubbliche, e sono di emergenza. Come è successo a Torino, dove si è venduto per coprire i “buchi”. O in Umbria, o a Genova, dove si è tornati indietro: tutti piani di sola emergenza. E un progetto disperato non è un progetto.
In tanti considerano la confusione e la mancanza di razionalizzazione normativa in materia il principale problema del settore. Quale opinione ha della normativa vigente in tema Tpl, e a suo parere quale direzione dovrebbe prendere? Il futuro del settore deve andare verso una liberalizzazione più decisa?
 Il futuro del settore non deve andare in quella direzione, il futuro è la liberalizzazione più decisa. Lo è per legge. La direzione da prendere deve portare a una maggiore consapevolezza degli obiettivi. Il tema non è liberalizzare o meno, quello è un obbligo, una strada a cui non si può rinunciare, ma è necessaria una corrispondenza tra obiettivi e competitors.
Altro problema di fondo del Tpl si lega all’incertezza sui finanziamenti. Quale pensa dovrebbe essere il primo canale di sostentamento per il Tpl, e verso quale futuro si sta andando?
 Il problema grosso non è la quantità dei finanziamenti, ma la regolarità. Per il settore sarebbe fondamentale la regolarità dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. In Toscana pagano a 120 giorni, in Lazio anche a 180, 200 giorni. Ci sono aziende che si bruciano il guadagno nel ritardo di pagamento. Certo, i fondi a disposizione del settore sono diminuiti, ma è un non problema. Per la certezza del futuro basterebbe la regolarità.
Come si potrebbe meglio gestire il finanziamento del Tpl da parte del pubblico?
 Ci sarebbero di versi modi. Una soluzione potrebbe essere far gestire la cosa dalle Regioni come avviene per la sanità. Le regioni che ora vogliono fare le gare sul servizio di trasporto pubblico in fondo sono le stesse che gestiscono la sanità. All’operatore che ha bisogno di 100, 65 sono contributi e 35 lo incassa direttamente la Regione. Lo fa già con la sanità, perchè non farlo anche con il Tpl?
Quale pensa debba essere il mercato ideale? Quello dove operano pochi campioni nazionali o un mercato con operatori piccoli e locali?
 Parlando di dimensioni, si dice che il mercato ideale sia quello da 20 milioni di km. Non è vero, la dimensione ottimale dipende dalla dimensione dell’origine di destinazione. Pensi alle differenze tra Liguria, l’Emilia piuttosto che Roma. Come si fa a parlare di dimensione ottimale? In Liguria mi sembra azzardato persino parlare di azienda regionale. La sola Genova, tra valli e costa, si potrebbe dividere in tre lotti. L’Italia è fatta di realtà del genere, e per fare progetti seri nel settore del trasporto occorrono management e regole chiare da parte della politica.